Nel cuore di Lapa, centro storico di Rio de Janeiro, c’è una scalinata di 250 gradini decorati con oltre 2.000 piastrelle provenienti da oltre 60 paesi, opera dell’artista cileno purtroppo da poco defunto Jorge Selaron.

Selaron, l’artista cileno compositore di questa scala, era un uomo baffuto che dopo aver girovagato come un hippie per tutto il mondo arrivò a metà degli anni 80 dinnanzi a quella che all’epoca era una grigia scalinata che collegava il quartiere di Lapa al quartiere di Santa Teresa e decise di installarsi li, in una delle case ai bordi della stessa e dedicargli la propria esistenza.
Da quel giorno Selaron cominciò il suo progetto, far divenire quella triste e anonima scala un’opera d’arte.

Le piastrelle utilizzate per il completamento del lavoro venivano recuperate tra gli avanzi dei cantieri, portate da amici e infine una volta che la scala iniziò ad essere conosciuta le piastrelle venivano spedite dai turisti rientrati nelle loro cittadine.
Selaron ogni giorno era intento a studiare e mandare avanti la scala, ma allo stesso tempo voglioso di incontrare i sopraggiunti e spiegargli il perchè fosse lì, con i suoi pantaloncini rossi, a lavorare e a farsi scattare nelle foto insieme a loro.
Chiunque facesse foto alla scala senza poi scattarne una insieme a lui lo offendeva come un cane bastonato.

Ricordo ancora quando portai mio padre a visitare la scalinata, era una giornata molto piovosa e grigia di giugno. Arrivati sul luogo non c’era praticamente nessuno e  ad un tratto come per magia apparve l’artista, che non avevo mai visto neanche in foto, ci fece entrare in casa sua dove comprammò una sua opera per due reais che è ancora attaccata alla parete di casa mia.

Il progetto fu completato dopo vent’anni.
In tutti questi anni Selaron visse con i ricavati dei quadri che vendeva all’interno della sua dimora e che pian piano divennero elevati.
Egli stesso disse più volte che questa sua folle impresa artistica e “sociale” sarebbe finita solamente il giorno della sua morte.
E così fu.
Il suo agente con cui aveva litigato per motivi monetari gli diede fuoco, proprio lì, in cima alla sua amata scalinata, attorno alla gente a cui aveva dato tanto e a cui aveva donato il dono del colore:

“L’ambiente in cui cresci e nel quale i tuoi occhi sono coinvolti giorno dopo giorno, ti condiziona la felicità, la fantasia, la voglia di conoscere e di vivere”

Parole sante.

R.i.p.

 

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