Viaggio a Casa do Bobby, ospiti di un ex film-maker  (assistente di Stanley Kubrick) che da Londra si è trasferito a vivere dentro una favela di Rio de Janeiro e ha deciso di aprirvi un albergo, il The Maze Rio.

Combatte la criminalità locale e organizza concerti jazz invitando artisti provenienti da tutto il mondo.

Il taxi ci scarica in rua Tavares Bastos un morro nel quartiere storico di Catete, pieno centro della città, tra Flamengo e Botafogo, una ex favela, ad oggi molto accogliente e fibrillante.
Ci mettiamo alla ricerca dell’albergo e subito un favelado (termine dispregiativo col quale vengono chiamati gli abitanti della favela) ci indica una stradina stretta stretta, e illuminata da luci stanche e casuali, che donavano al posto un alone di pericolo.

Un po’ spaventati ci siamo avventurati per la via e camminando a passi svelti continuavamo ad incontrare persone che saltavano fuori da altre stradine, scalette, bar e case, tutte ammassate senza un ordine, con un rumore di tamburi in lontananza che suonavano samba.
Come avevamo letto nelle recensioni tutte le persone che incontravamo erano sorridenti e pronte ad indicarci la strada per la Casa do Bobby.
Bobby era Bob Nadkarni, artista sessantenne inglese, cicciotto e baffuto. La sua casa era il The Maze Inn, ovvero “ il labirinto”, una sorta di Bed and Breakfast dove eravamo diretti per passare gli ultimi due giorni della nostra vacanza in Brasile.
Bob, con il suo passato nel mondo del cinema (fu scultore e amico di Stanley Kubrick che aiutò nella regia di Odissea nello Spazio 2001), riuscì a portare le riprese di molti film all’interno della favela, facendo guadagnare in questa maniera tutta la comunità e attirandosi la simpatia della gente.

Dopo alcuni scontri verbali con trafficanti della zona, che sono arrivati a minacciarlo con la pistola, Bob è riuscito a eliminare del tutto la delinquenza dal quartiere e continua tutt’oggi ad educare i più giovani convincendoli a non farsi attirare dalla vita di strada e contrastando fortemente l’utilizzo di droga.
La sua casa è infatti piena di cartelli che in modo artistico gridano “No Drugs”!
Arrivati al Maze abbiamo trovato la famiglia Nadkarni, tutta insieme a guardare la TV, subito ci hanno accolto con una birra e fatto sentire a casa, ci siamo affacciati dal terrazzo e sentendo un gran caos ci è stato spiegato che stavano girando un film proprio nella strada sotto.

Ho chiesto a Bob se non l’avessero chiamato a fare la comparsa e lui con un accento molto inglese e posh mi ha risposto “Io entro in scena solo per le scene di sesso”.
Malù, sua moglie, è il motivo per il quale Bob si è installato lì dopo un periodo passato in Brasile, gestisce insieme a lui l’albergo e prepara delle splendide colazioni, mentre bada ai tre figli avuto con l’artista.
La pensione è un labirinto di scale (come suggerisce il nome), muri curvi, sale e terrazze, costruito totalmente dai proprietari riprendendo le forme dei morri di Rio de janeiro, tutto intorno si respira arte e musica, tra i dipinti di Bob e la musica che arriva dal suo sax di primo mattino e per i concerti jazz organizzati nella sala principale ogni primo venerdì del mese.
La camera dove abbiamo alloggiato era una veranda in cima ad una torretta con un terrazzino che guardava dall’ alto la Bahia di Botafogo e il Pao de Acucar, uno spettacolo sia di notte che di giorno.
Insomma senza aspettarsi un albergo a 5 stelle e con un po’ di voglia di avventura mista all’ entusiasmo di conoscere un simpatico signore inglese con tanto da raccontarvi potrete assaporare un altro lato della cidade maravilhosa, con un tocco molto bohemien, e un po di jazz, a voi la scelta.

Qui il sito.

 

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