Si passerà ad espressioni di un concetto anche solo legate ad un suono,  una parola, un’immagine e per che no a grossi momenti di silenzio.

“il silenzio è così sottovalutato oggi” David Dewaela – 2ManyDjs

Prima era meglio, la scuola era più seria; una volta si studiava veramente; il professore di latino ci faceva ripetere davanti alla classe il De Bello Gallico a memoria.

L’amore era vero, per conquistare una ragazza prima dovevi mandare una lettera al padre per testare la situazione, poi a quel punto potevi pensare di portarla al cinema, ma soprattutto, la musica era senza dubbio un’altra cosa, oggi senti solo porcheria…

Francamente, credo che non ci sia errore più grosso del banalizzare così le situazioni, senza un minimo di pensiero alla base, prendiamo Andy Warhol. L’arte prima era meglio:

La pop art ha segnato un profondo cambiamento con l’arte precedente.

Cambiando i tempi, cambiano anche le mode, i metodi di studio, i metodi di approccio con gli uomini / donne e senza dubbio non può che cambiare la musica, i testi delle canzoni, i modi di ballare, le droghe utilizzate,  il pensiero collettivo.

Pensate quanto erano razziste e bigotte le generazioni precedenti alla nostra…prima era tutto meglio, ma il fatto di essere nato nero non era visto bene in nessuna parte del mondo se non in Africa o in Jamaica, gli omosessuali dovevano nascondersi e sperare di non essere scoperti, e potremmo andare avanti per molto ancora…

Questo si chiama tempo, quella variabile che contraddistingue il nostro mondo e che nell’avanzare porta cambiamenti, o espressione della vita differenti.

Oggi la nostra società percepisce messaggi più corti, espressi principalmente con sillogismi, è una questione di comunicazione, sicuramente condizionata dalla tecnologia.

Probabilmente se Fabrizio de Andrè fosse nato oggi,  non sarebbe riuscito neanche ad entrare ad X-Factor, purtroppo o per fortuna è così, come il vasetto delle zuppe Campbell che da un momento all’altro scaccio’ l’attenzione dagli elementi della natura alle icone della sua cultura.

Si passerà ad espressioni di concetto ancora più brevi o semplicemente legate ad un suono ad una parola e per che no a grossi momenti di silenzio.

 

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