L’evento più figo e più atteso nel mondo anche quest’anno ha regalato emozioni, sia in campo che fuori, e per l’ennesima volta ci sono alcune chicche di marketing degne di nota, anche grazie al neo eletto presidente Donald Trump che ha fatto sbizzarrire molti Brand.

 

Le pubblicità del grande gioco hanno generato tanto hype pre- partita quanto l’evento stesso.

Per la prima volta un brand –WIX, ha lanciato la sua campagna tramite Facebook e YouTube Live.

Secondo i dati del AdWeek, circa la metà degli americani che hanno guardato il Super Bowl l’hanno fatto ad una festa insieme a loro amici o famiglia ma l’esperienza è stata condivisa con il resto del mondo attraverso engagement second screen sui social, ma ciò che è interessante è quello che ricercavano queste persone dai social:

il 38% delle persone voleva scrivere il suo pensiero sulle pubblicità che vedeva e solo il 32% parlare del gioco ! Una rivoluzione, che da valore ai brand che decidono di far parte dell’evento.

Stando ai dati di Nielsen, la diretta del 51° Superbowl è stata seguita da 111,3 milioni di spettatori medi.

Lo scorso anno gli spettatori medi erano stati pochi di più: 111,9 milioni.

Killed it!! 👊🙌👄#ladygaga #superbowl2017🏈 #fiercewomen #runningbare

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Secondo le stime, il 70% dei televisori presenti nelle case americane era sintonizzato sul Super Bowl.

Giornalisti e redattori di The New York Times hanno offerto una copertura completa del gioco, la pubblicità e tutto quello che ruotava intorno al Super Bowl attraverso una chat.

Per quanto riguarda l’eco sui social ci sono state 190,8 milioni di interazioni su Facebook e Twitter da parte di 48,3 milioni di persone negli Stati Uniti.

L’uso dell’hashtag ufficiale #SB51 è stato però maggiore: 27,6 contro i 27 del 2016.

Su Twitter ogni utente (US) ha interagito in media 4,4 volte.

E la pubblicità trasmessa durante l’evento?

L’avvento di Trump sulla poltrona della Casa Bianca con le sue poltiche di chiusura delle frontiere annunciate all’immigrazione ha fatto si che molti brand cavalcassero questo fattore per comunicare i propri valori di uguaglianza nel mondo e aggregazione delle persone.

Primo fra tutti arriva Budweiser, con uno spot stupendo che racconta in 60 secondi la storia dell’arrivo del fondatore Adolphus Busch in America, intitolato “Born the Hard Way”.

Lo spot punta i riflettori sul viaggio dalla Germania di Busch nel 1857 e del suo arrivo in America, accolto da insulti nel segno del “Tornatene a casa, non ti vogliamo qui”.

Approdato a St. Louis, Busch incontrò il fondatore di Budweiser, Eberhard Anheuser, e insieme fondarono Anheuser-Busch. “Lo spot mostra l’inizio del nostro viaggio”, ha detto il vicepresidente della birra Ricardo Marques: “Anche se è ambientato nell’Ottocento, è una storia che farà eco tra gli imprenditori di oggi: quelli che continuano a puntare alto per realizzare i loro sogni”.

Il videoclip, in lavorazione da un anno, e dunque da ben prima dell’ordine esecutivo di Trump sull’immigrazione, è l’estensione di una campagna di Budweiser, che ha portato da maggio a novembre, durante tutto il periodo di elezioni, un rebranding della lattina, dove il famoso marchio Budweiser era stato sostituito con “American” per una edizione speciale, facendo scattare i supporter di Trump ( Se ti interessa leggi anche Budweiser sfida Trump)

Airbnb per la prima volta al Superbowl ha lanciato la campagna #weaccept, seguendo il concetto che noi tutti dobbiamo avere la possibilità di sentirci a casa ma non tutte le persone, oggi, sono accettate e tollerate.

Airbnb, si è così fissata l’obiettivo di fornire alloggi a breve termine a 100.00 persone che ne hanno bisogno: rifugiati, superstiti e volontari, primi fra tutti.

Airbnb lavorerà con gli host della nostra community per fare in modo che chi si trova in queste condizioni possa avere non solo un luogo dove stare, ma anche una rete sociale dove poter interagire con gli altri, dove sentirsi rispettato e nuovamente parte di una community.

Inoltre, Airbnb investirà un totale di 4 milioni di dollari, nel corso di quattro anni, per aiutare l’International Rescue Committee nel far fronte ai bisogni più urgenti dei rifugiati in tutto il mondo.

Infine concludiamo con 84 Lumber, un marchio, che tutti si sono chiesti, dopo aver visto lo spot “Chi cavolo sono questi?” e nella vita producono materiali per la costruzione di case.

In molti dopo un primo approccio che sembrava estremamente pro-immigrazione si sono chiesti qual’era il vero intento dell’azienda, in quanto alla fine le porte aprendosi maestose, fanno in una più profonda analisi percepire che per chi se lo merita gli Stati Uniti aprono le loro porte.

In ogni caso, per quanto la produzione fosse cinematograficamente perfetta, il tono di voce era troppo mollo per essere presentato agli spettatori esattamente prima dell’esibizione di Lady Gaga, perdendo un pò di interesse.

Vi invito comunque a guardarlo e dirmi come la pensate.

✌️itto

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