Sono di passaggio per lavoro a Cagliari con i miei colleghi. Appena arrivati ci siamo fatti un bel pranzetto in spiaggia, precisamente ai Bagni Lido. La simpatica proprietaria di questo grande e un po’ decadente stabilimento ci racconta con grande entusiasmo che è anche la discoteca estiva più in voga il sabato sera.

Abbronzatissimi ⛱ ☀️🌴 #Cagliari #lastmatchoftheseason

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Per il momento però è ancora chiuso e la movida è ancora concentrata nel centro città.

Oggi a Cagliari si disputa l’ultima partita di campionato e in trasferta arriva il Milan. Una partita che ha ben poco da raccontare alla cronaca, in quanto la squadra sarda è già salva da diverse settimane e la milanese si è qualificata per l’Europa League domenica scorsa, raggiungendo il suo obiettivo stagionale.

Prendiamo un taxi che ci porta allo stadio e l’autista appena scopre che siamo milanisti ci racconta di chiamarsi “Giampaolo Pazzini” anche detto dagli amici “Il Pazzo”. Dopo poco narra la leggenda dei 4 mori: bandiera sarda da quando l’isola passò sotto il controllo spagnolo e le 4 teste rappresentano i 4 re saraceni sconfitti dagli aragonesi.

Le leggende dietro l’origine della bandiera sono molte. Una cosa è però certa, la bandana sulle teste dei mori fu aggiunta solo in un secondo momento e sembra derivi da un ordine templare.


Alle ore 14 entriamo allo stadio, il sole picchia secco e per fortuna un po’ di venticello raffresca il clima.

In mezzo a qualche “ayo ayo!” e sguardi sorridenti di vecchiotti sardi ci dirigiamo verso gli spalti per controllare il nostro posto. Pit stop al barretto per prendere una birra fredda, rigorosamente Ichnusa, sponsor ufficiale del Cagliari e birra locale che mi è da sempre stata simpatica; oggi purtroppo acquisita anch’essa dall’Heineken, perdendo ai miei occhi un po’ di romanticismo.

Ci sediamo ai nostri posti e ci subiamo un primo tempo abbastanza soporifero, anche se il Cagliari fa vedere ai propri tifosi che vuole concludere la stagione al meglio battendo una grande. 

Boriellone davvero in forma, non giocava così neanche quando era più giovane.

Da subito il Clagliari va vicino ripetutamente al gol, per poi segnarlo verso la fine del primo tempo, con un Sant’Elia in subbuglio e bandiere rossoblù che svolazzano da tutte le parti.

Lo stadio è una costruzione assurda: 4 gradinate di ferro all’interno del vecchio impianto sportivo. Una situazione momentanea nell’attesa di iniziare i lavori per la costruzione del nuovo stadio, che il Comune ha già autorizzato e che costerà 55 milioni di euro al Club sardo, facendolo però entrare nel 2019 ad essere uno dei primi Club in Italia ad avere uno stadio di proprietà con 22 mila posti di capienza.


Da quei seggiolini mi guardo attorno, la struttura e l’atmosfera mi ricordano lo stadio della mia città: Savona. Tranne un anno passato in serie B, trent’anni fa, non si smuove più dalla serie D. Penso a che differenza ci sia in questo momento tra la Premier League e la Serie A, dove stadi del genere non sarebbero nemmeno a norma.

Il clima che si respira è bello, molto bello; un pubblico caloroso che incita la propria squadra dalla curva alle tribune senza esagerare negli sfottò agli avversari, creando una atmosfera da match importanti. Passione campanilistica che oggi negli stadi delle grandi squadre non si assapora quasi più. Probabilmente, per questo motivo, quest’anno il Cagliari in casa è quasi imbattibile.


Il Milan nel secondo tempo pareggia i conti su rigore, dopo averne sbagliato uno precedentemente con Bacca; dopo essere rimasto in 10 subisce all’ultimo minuto il gol di Fabio Pisacane, napoletano ex Genoa, che esulta come da finale di Champions League e arriva fin sotto la tribuna a salutare la moglie. Poesia.

Prima del gol, nelle fila dei sardi entra un certo Han Kwang-Song, che scopro essere Nord Coreano e che recentemente alla terza presenza in Serie A ha segnato il suo primo gol.  Alcuni tifosi sardi dietro di me mi raccontano che è stato scoperto dal senatore Razzi, sì proprio lui, penso che mi stiano prendendo in giro, ma subito dopo verifico su internet che è tutto vero. Razzi come Raiola mi mancava. Dopo questa perla posso tornare in albergo, Cagliari entrerà nel mio cuore!

Viva i 4 mori, viva la Sardegna indipendentista e soprattutto Forza Casteddu.

✌️itto

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