In questi giorni Roger Federer ha vinto per l’ottava volta a 36 anni il Torneo di Wimbledon.

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Non sono mai stato un amante del tennis, non lo sono tutt’ora, ma devo dire che vedere un torneo dal vivo di questo sport è un’esperienza molto particolare e coinvolgente.

Il silenzio liturgico che circonda il campo ti fa entrare nell’infinita attenzione che precede ogni nuova battuta e ti fa percepire la tensione dei muscoli delle gambe accovacciate in difesa del tennista.

Ho avuto questa fortuna al Torneo di Montecarlo in un sabato primaverile con un sole caldissimo che ci picchiava forte sulla testa.

Appena entrato al Monte Carlo Country Club di Roquebrune-Cap-Martin mi sentivo un pò un pesce fuor d’acqua, abituato a sport molto popolari quali il calcio, dove sugli spalti si va per fare casino, mi sono dovuto subito abituare a quelle che erano le regole da rispettare.

Qualche selfie per immortalare il momento di riccanza, per poi immergermi tra gli scambI e godermi anche la bellissima vista mare che si gustava da lassù.

Dopo poco però sugli spalti non c’era più nessuno.

Ho scoperto quel giorno infatti che durante il torneo, nei campi laterali ( non so se in tutti ) ci sono i campioni che si allenano e che è possibile assistere anche a questi.

Nel campo vicino al nostro si stava allenando uno degli Dei del tennis, Roger Federer, circondato da una folla di gente che accompagnava ogni colpo con entusiasmo e che aspettava il campione all’uscita per scattarci una foto.

Proprio Roger, qualche giorno fa ha battuto in finale il croato Marin Čilić in tre set, finiti 6-3, 6-1 e 6-4 vincendo per l’ottava volta Wimbledon e entrando nella storia, superando Sampras e tutti gli altri come numero di titoli vinti in questo Torneo.

Le mie ispirazioni arrivano dai più grandi come Usain Bolt, Michael Jordan, LeBron James, Michael Schumacher o Valentino Rossi. Quando ero più giovane non capivo come sono riusciti a rimanere così a lungo ad alti livelli. La chiave sta nella formazione di tutti i giorni. E’ importante avere intorno persone che ti ispirano e che ti guidano nelle vittorie come queste. Ho imparato molto dalle leggende dello sport», ha dichiarato qualche giorno dopo il campione svizzero.

 

Ad assistere al match finale c’era tutta la sua famiglia al completo : la compagna Mirka, a cui il campione ha sempre dedicato parole stupende per la forza che gli trasmette, le due figlie grandi Myla e Charlene e i gemellini Lenny e Leo.

Per loro due è la prima volta sugli spalti per seguire il papà.

Il loro arrivo commuove il campione di tennis che non riesce a trattenere le lacrime e si mette a piangere, regalando per l’ennesima volta al pubblico un momento di grande umanità, cosa che già successa più volte durante la sua gloriosa carriera.

Anche gli eroi sono umani.

✌️itto

 

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