Carlo Forte è un paese  dell’Isola di San Pietro, molto carino situato nel Sud della Sardegna.

Si può raggiungere con un traghetto dall’arcipelago di Sant’Antioco (precisamente dal paesino di Calasetta) in soli 30 min.

  Una cittadina di seimila abitanti molto carina costruita attorno al piccolo porto dove si sbarca con il traghetto, fatta di casette color pastello con cactus alti e verdi che spiccano all’esterno delle abitazioni.

Il centro storico oltre a ristoranti e bar e’ sede di botteghe di artigiani locali, come una milanese, Cristiana Lazzarotto che si è trasferita lì tanti anni orsono per aprire un bellissimo concept store chiamato Came e produrre un profumo creato con gli aromi dell’Isola, chiamato Acqua di Carlo Forte, che mi sono portato a casa.

Sempre in mezzo a queste viuzze ci si imbatte facilmente su delle simpatiche vecchiette che vendono marmellata di limoni sedute fuori dalla porta di casa.

Ma la caratteristica principale di questo posto è la lingua parlata dagli autoctoni.

Sono rimasto infatti un po’ spiazzato nel riconoscere un dialetto simile a quello di casa mia parlando con la giornalaia mentre mi vendeva la Gazzetta.

Gli abitanti locali infatti parlano un dialetto chiamato tabarchino che deriva dal dialetto genovese.

Questo perché l’isola di San Pietro dove si trova la città di Carlo Forte, fu colonizzata, dopo secoli di abbandono, nel 1738 da pegliesi provenienti da Tabarka, isola oggi collegata alla costa tunisina e all’epoca colonia genovese.

Le radici si sono mantenute salde e quindi si può dire a tutti gli effetti di non essere in terra sarda. 

Anche la cucina locale riporta le stesse caratteristiche. Sotto consiglio di una cameriera molto gentile di Calasetta, abbiamo scelto di pranzare al ristorante Da Vittorio che si è rivelato una piacevole sorpresa.

Tra i primi c’era lo “Spaghetto alla Vittorio” dove a fianco c’era scritto “piatto registrato” per questo motivo, incuriositi, abbiamo deciso di sceglierlo, si è rivelato eccezionale e le influenze liguri si possono facilmente notare.

Qui la ricetta con ingredienti per 4 persone:

  • 500 g di spaghetti
  • 2 cucchiai di pesto
  • 1 mestolo di ragù di tonno
  • 1 mestolo e 1/2 di sugo di aragosta
  • 1/2 mestolo di sugo di vongole
  • 1 mestolo di sugo di seppie

In una padella preparare un soffritto d’olio e cipolla, aggiungere il tonno in scatola, sfumare con del vino bianco, aggiungere del passato di pomodoro e alcune foglie di basilico.

Allo stesso modo trattare le vongole, ovviamente dopo averle spurgate dalla sabbia, scottate e separate i gusci.

Pulite una seppia e tagliatela a pezzetti, conservando la sacca d’inchiostro e cucina come sopra. Verso fine cottura, inserire la sacca in modo che “il nero”si disperda

In una padella soffriggere dell’aglio con poco olio e una punta di peperoncino. Aggiungere la pasta e sfumare con poco vino bianco. Quindi incorporare il pesto, il sugo di tonno, il sugo di aragosta e infine quello di seppia; sfumare con una spruzzata di brandy e servire.

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