Santo Stefano di Sessanio è’ un borgo abruzzese di circa 100 abitanti in pietra calcarea bianca, resa opaca dal tempo, nel bel mezzo di una bellissima vallata  cosparsa di castelli, chiese e piccoli borghi.
Ci siamo fermati a fare un giro in questo paesino che conobbe i suoi tempi migliori sotto la casata dei Medici per poi essere abbandonato completamente ai primi dell’Ottocento.

Oggi il borgo ha ripreso vita  popolato da botteghe di artigiani, artisti locali e turisti che soprattutto nel periodo estivo si rilassano tra le sue viuzze e con escursioni di trekking per le montagne.

La rinascita è avvenuta grazie ad un imprenditore svedese, Daniele Kihlgren e al suo albergo diffuso il “Sextantio”.

Un uomo da una storia di vita personale molto travagliata, cresciuto a Milano e  nipote di un imprenditore svedese a cui hanno dedicato un albero nel giardino dei Giusti di Gerusalemme per aver salvato dalla deportazione molti ebrei italiani.

Avevo scoperto il Sextantio grazie a delle promozioni su Secret Escape e mi aveva incuriosito davvero ma siccome si trovava molto lontano da casa mia non ho mai pensato di andarci un giorno, ma capitatoci ho visto dal vivo che è davvero uno dei posti più affascinanti in cui sono stato e voglio tornarci a dormire.

Affascinante il borgo e strepitoso l’albergo diffuso, le sue botteghe e la locanda che fa sempre parte del complesso.

Si parla di albergo diffuso perchè la reception è stata creata all’interno di un’antica grotta nel centro del paesino e da li vengono consegnate le chiavi per le varie stanze che si trovano sparse per il centro e che sono in totale 25.

Nella locanda invece è possibile fare una degustazione di piatti tipici, per lo più freddi e zuppe locali, tipo la zuppa di lenticchie con crostini di pane.

Back to roots 🗝🛎 #abruzzo #classy #tradition #traveling #italy #madeinitaly

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Il paese è affascinante nonostante sia oggi purtroppo molto mal conciato circondato dalle impalcature per ristrutturare tutto ciò che è crollato durante il terremoto che ha travolto l’Acquila nel 2009.

In mezzo a queste stradine si trovano botteghe di artigiani che vendono prodotti fatti con la lana, ricami e anche qualche artista. Il paese si arrampica verso l’alto dove sempre prima del terremoto c’era una bellissima torre “medicea” che una volta controllava la via della lana verso il Tavoliere delle Puglie.

I Medici infatti si insediarono in quel borgo per produrre una lana nera chiamata “carfagna” che serviva per fare per esempio le tonache dei frati.

La bellezza di questo posto è come sono riusciti a ridargli vita mantenendo le tradizioni di un tempo intatte, una vera e propria vacanza esperenziale e romantica nella quale il Sextantio coccolandoti con servizi moderni ti avvolge in un’atmosfera antica incantandoti.

Un viaggio attraverso piatti locali, saponi fatti in casa, coperte tessute come una volta, tutto nel rispetto di quello che era la tradizione domestica abruzzese antica e popolare.

Qui un pò di foto che potete trovare sul loro profilo ufficiale di instagram.

Pignata materana, piatto tipico dei #sassidimatera #localiditalia

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