Hanno un nome che a noi risulta strano e divertente, anche se un pò difficile da memorizzare, Culu…che?

Mi è capitato di mangiarli a Nuoro.

Una sorta di raviolo, da preparare a mano e da farcire con un semplice ma gustosissimo ripieno a base di patate, pecorino e menta.

Quelli che ho mangiato io erano culurgiones ogliastrini conditi con zestre d’aracio, mandorle e guanciale di maiale. Buonissimi.

Nel paese di Ulassai, dove sembra si mangino i più buoni, la tradizione voleva che sino agli anni ’60, venissero consumati solo ed esclusivamente il giorno dei morti, il 2 novembre.

In tutta l’Ogliastra e nei paesi di Sadali e Esterzili della Barbagia di Seulo, i culurgiònis non sono considerati solo un alimento, ma un dono prezioso, segno di stima, di rispetto ed amicizia.

Erano le due di pomeriggio e stavamo attraversando la Sardegna, quando abbiamo deciso di prenderci una sosta e arrivammo al ristorante “il Rifugio” nella parte alta della città.

Li mentre dialogavamo con due ragazzi di Nuoro, seduti al tavolo a fianco abbiamo potuto assaporare un pò di pietanze locali. Tutto tranne che un pranzo leggero, ma cucinato davvero bene.

I nostri nuovi amici ci hanno raccontato quante cose si potessero fare a Nuoro con davvero un grande amore per la loro città.

Ho scoperto così che in realtà in questa cittadina, che a me era sembrata smorta e disabitata (era una domenica di agosto con un caldo che raggiungeva i 35 gradi), in realtà si nascondevano cose molto interessanti e molti movimenti artistici e culturali.

Oltre a movimenti autonomi in città è presente il MAN, il museo di arte moderna e contemporanea che è molto riconosciuto in tutta Italia a detta del mio nuovo amico e secondo solo al MAXXI di Roma, purtroppo non abbiamo avuto tempo di vederlo ma proverò a tornarci in quanto mi è rimasta la curiosità.

Infine Nuoro si sviluppa tutta attorno ad una vera e propria montagna dove vale la pena salire per scoprire la Chiesa della Madonna della Solitudine dove all’interno di un sarcofago in granito nero levigato sono contenute  le spoglie della scrittrice nuorese Grazia Deledda.

Sempre salendo sulla cima della montagna si incontra un bel parco e nella punta più alta il Cristo Redentore di Monte Ortobene collocata a 925 mt sul livello del mare.

Nuoro è la metà ideale per chi mentre attraversa la Sardena vuole scoprire un lato diverso della Sardegna, in un territorio pieno di resti nuragici, borghi antichi e santuari pagani. Noi ci siamo fermati al Pozzo di Santa Cristina che è costruito a fianco di un villaggio nuragico. Una visita davvero interessante che ti porta alla scoperta delle origini dell’Uomo.

Into Sardegna 🐑🐑🐑 #sardegna #travelblogger #travels #localbusiness

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Se volete cimentarvi ecco qui la ricetta del ripieno data da Giallo Zafferano :

Mettete in infusione uno spicchio d’aglio sbucciato nell’olio e lasciatelo così per 8 ore, trascorse le ore eliminate l’aglio lasciando solo l’olio agliato.

Lessate le patate versandole in un tegame con abbondante acqua fredda e dopo circa 30-40 minuti assicurarsi che siano cotte.

Sbucciate le patate ancora molto calde e schiacciatele con l’aiuto di uno schiaccia patate e poi lasciate a raffredare.

Aggiungete il pecorino sardo grattugiato e le foglioline di menta tritate, mescolate il tutto e  aggiungete sale e pepe. Aggiungere l’olio agliato.

✌️itto

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